Notti Viaggiando

Le origini del nome tra i banchi dell'Università e quell'avventura in Erasmus.



NIGHT NOTTE NOCHE 夜

Ad oggi, la domanda che più ci viene fatta è: “perché il nome NottiViaggiando? ", “Perché Notte e non Giorno?” ; e "se proprio deve esserci la parola Notte, perché non scriverla in inglese? Sarebbe molto più cool, smart, fashion, popular." Nel momento in cui si è deciso di inaugurare questo progetto, il nome NottiViaggiando è venuto in maniera puramente casuale.


“Ero ancora all'università, stavo svolgendo l’ultimo esame per conseguire la mia laurea specialistica in Italia. Il tempo stava per terminare ed io dovevo ancora rispondere ad un intero quesito (si trattava del più lungo ed anche il più difficile). All'improvviso i miei pensieri si perdono nei meandri della mente, rincorrendo le grandi avventure dell’erasmus che era da poco terminato. Così, come se la mia mano fosse guidata da chissà quale presenza celeste, scrivo tra le righe bianche del quesito ancora da cominciare: NOTTI VIAGGIANDO.

Giuro che quell'esame l’ho fatto in pieno possesso delle mie capacità fisico/mentali; eppure nonostante la tensione che accompagnava l’ultima prova della mia carriera universitaria, la mente ha ripensato ad occhi aperti a quanto successo durante una notte nel Nord-Est del Brasile. Dovevamo raggiungere la città di Fortaleza ove avremmo dovuto imbarcarci sull'aereo; l’autobus su cui viaggiavamo era in tremendo ritardo e continuavamo a fare soste in villaggi così piccoli che sembravano fossero abitati da una sola grande famiglia (ed effettivamente era proprio così). Decidiamo di scendere e tentare la sorte in auto-stop. Dopo svariati tentativi, solo quando capiamo che una ragazza sola ha più potere di una comitiva intera, un camion che trasportava legna si ferma e decide di accompagnarci. No posti a sedere, nemmeno un tetto che ci potesse proteggere, al loro posto una gelida lastra di metallo su cui stenderci e delle corde a cui aggrapparci. Non poteva esserci nulla di più bello. Con lo sguardo rivolto al cielo, abbiamo trascorso l’intero tragitto senza dirci nulla, come se fossimo estranei. Ancor oggi non ho mai chiesto ai miei compagni di viaggio cosa stessero pensando (a volte è meglio non togliere l’alone di mistero che accompagna certi dubbi). Per quanto mi riguarda, io ho ripensato alla mia vita, o forse al concetto di vita in sé; ho pensato a quanto questa fosse straordinaria, imprevedibile, ma soprattutto…bella”.


TRAVEL VIAGGIO VIAJE 旅程 Cercare di spiegare perché il tema del viaggio sia fondamentale all'interno di un contesto in cui si parla proprio di viaggi, è senza’altro più semplice dello spiegare il perché della parola NOTTE all'interno del nome scelto per questo progetto.

Durante gli anni universitari, ho avuto l’ inconsapevole fortuna di studiare lontano da casa, in un ambiente assolutamente eterogeneo in cultura, religione, provenienza, modi di pensare, vestire, mangiare (il tutto riassumibile in due parole: studente fuorisede). Da quando ho iniziato la mia vita universitaria, un vortice ha iniziato a girarmi attorno e io non ho potuto far altro che lasciarmi trasportare. Così, a poco a poco, mi sono avvicinato ad un mondo a me estraneo fino ad allora; un mondo fatto di gente che non parla la tua lingua, di prese triple che non entrano mai al muro, di orari improbabili in cui la gente era solita pranzare/cenare, dei bottelon (che fino a 18 anni, credevo fossero delle sorte di damigiane). La cosa più assurda di tutto ciò? Trovavo molto più formativa una chiacchierata con un polacco poco lucido che 5 ore di lezione sulla fisica quantistica. Con la diffusione dei gruppi su Facebook e whatsapp inutile dire che la gente conosciuta durante i miei anni universitari e sopratutto quelli dell’erasmus mi è sembrata sempre vicina nei momenti più importanti della mia vita fino ad oggi. Ormai, il mio amico turco Serdham, si offende come un musulmano irritato se non li auguro Buon Natale il 25 dicembre. Da qui l’idea di creare una community di viaggiatori, dove scambiarsi informazioni di viaggio, consigli o semplicemente la voglia di condividere le proprie emozioni durante le avventure in giro per il mondo. “Viaggiare è un fatto privato, intimo, solitario, oppure un’esperienza corale, di gruppo. Il viaggio agisce sulla psiche umana in modo diverso per ogni sua fase: preparazione, transito, arrivo e ricordo creano emozioni, pensieri e comportamenti diversi. Si viaggia per imparare ad amare o per essere amati, per lenire un dolore o per dare sfogo alla rabbia, per fede o perché non si ha più nulla in cui credere. Si viaggia per aiutare il prossimo o per farsi aiutare, perché si è amici o per fare nuove amicizie. Si viaggia per incontrare qualcuno o per abbandonare qualcun'altro, per non saper attendere o perché abbiamo atteso troppo, per indagare nel profondo della nostra anima o per fuggire da se stessi.”

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